
June 8, 2026

Il riassunto in 30 secondi
Scegliere il giusto broker crypto in regime amministrato non è banale. La differenza tra un broker che applica il sostituto d'imposta italiano e un exchange estero può significare ore di dichiarazione dei redditi in più - o errori fiscali costosi. Prima ancora di confrontare le piattaforme, è utile capire cosa si sta cercando davvero.
Il regime amministrato significa che è il broker a calcolare e versare le tasse al posto tuo. Non tutti i broker crypto lo offrono: molti exchange internazionali operano in regime dichiarativo, scaricando su di te l'obbligo di rendicontare ogni operazione. Capire questa distinzione è il primo passo.
Finanz è un'app italiana che ti insegna a investire da zero - in 5 minuti al giorno, senza gergo, senza venderti nulla. Impari cosa sono gli ETF, come funziona un PAC, perché la tassazione cambia in base al broker. Non investi su Finanz: capisci come funziona investire, così quando apri un conto sai già cosa stai facendo.
Il regime amministrato significa che il broker gestisce automaticamente le tasse sulle tue plusvalenze. Non devi fare nulla: lui trattiene e versa l'imposta sostitutiva del 26% direttamente all'Agenzia delle Entrate. Niente dichiarazione dei redditi complicata, niente calcoli manuali sulle operazioni in crypto. È il regime più comodo se vuoi investire in criptovalute senza pensieri fiscali. Il problema? Non tutti i broker crypto in Italia offrono questa opzione, quindi scegliere quello giusto fa davvero la differenza.
Sì. Trade Republic agisce da sostituto d'imposta per i clienti italiani, il che significa che applica il regime fiscale amministrato anche sulle operazioni in criptovalute. Le plusvalenze vengono tassate automaticamente al 26% senza che tu debba inserire nulla in dichiarazione dei redditi. È uno dei pochi broker disponibili in Italia che offre questa comodità anche sul comparto crypto, oltre che su azioni ed ETF.
Su Trade Republic puoi acquistare circa 50 criptovalute direttamente dalla piattaforma. Non è un exchange crypto dedicato, quindi l'offerta è più limitata rispetto a piattaforme specializzate. Però il vantaggio è avere tutto in un unico posto - azioni, ETF e crypto - con la gestione fiscale automatica. Se cerchi solo le principali coin e vuoi semplicità, l'offerta è più che sufficiente per la maggior parte degli investitori alle prime armi.
Su Trade Republic puoi attivare piani di accumulo anche su criptovalute, non solo su ETF e azioni. Significa che puoi comprare crypto in automatico ogni mese con un importo fisso, anche piccolo. È un modo per non dover scegliere il momento giusto per entrare, diluendo il rischio nel tempo. La commissione per ogni esecuzione del piano è di 1 euro, uguale a quella delle singole operazioni manuali.
Non è solo una questione di prefisso. Trade Republic fornisce un IBAN italiano (prefisso IT) tramite la sua filiale italiana attiva dal gennaio 2026. Questo semplifica i bonifici con banche italiane e la compatibilità con certi servizi. Revolut, invece, fornisce un IBAN lituano (prefisso LT): funziona via SEPA in tutta Europa, ma resta tecnicamente un conto estero. Per alcune banche italiane o datori di lavoro, la distinzione può creare piccoli ostacoli pratici.
In linea generale, se il broker agisce da sostituto d'imposta in regime amministrato, non devi inserire le plusvalenze crypto nella dichiarazione dei redditi: ci pensa lui. Questo vale per Trade Republic, che è sostituto d'imposta per i clienti italiani. Attenzione però: la normativa fiscale sulle criptovalute in Italia è in continua evoluzione. Per la tua situazione specifica - specialmente se hai conti su più piattaforme - il consiglio è sempre quello di verificare con un commercialista.
